Baccalà alla vicentina, la ricetta lenta con la polenta

2 agosto 2026

Piatto di baccalà alla vicentina cremoso, servito con fette di polenta grigliata dorata. Un classico della cucina veneta.

Indice

Hai davanti uno stoccafisso secco e vuoi trasformarlo in un piatto cremoso, profumato e davvero vicentino? Il baccalà alla vicentina richiede pochi ingredienti, ma soprattutto ammollo corretto, cottura lenta e una certa pazienza. Qui trovi dosi per quattro persone, procedimento, errori da evitare e consigli per servirlo con la polenta.

La ricetta riesce quando il tempo lavora insieme agli ingredienti

  • Pesce giusto significa stoccafisso essiccato, non merluzzo sotto sale.
  • Ammollo di 48-72 ore con cambi frequenti dell’acqua.
  • Cottura lenta di 4-5 ore senza mescolare il pesce.
  • Latte, olio, cipolle e acciughe creano la salsa morbida e saporita.
  • Polenta calda è l’accompagnamento tradizionale più equilibrato.

Piatto di baccalà alla vicentina cremoso, servito con fette di polenta grigliata.

Perché il piatto vicentino non si prepara con il baccalà salato

Il primo equivoco nasce dal nome. In gran parte d’Italia il baccalà è merluzzo conservato sotto sale, mentre nel Vicentino il termine dialettale bacalà indica lo stoccafisso, cioè merluzzo essiccato all’aria senza sale.

La differenza non è solo linguistica. Il prodotto salato ha una polpa e una sapidità diverse e, anche dopo il dissalamento, non offre la stessa consistenza dello stoccafisso, che durante la lunga cottura diventa morbido ma ancora compatto. Per una versione fedele alla tradizione scegli uno stoccafisso di buona qualità, possibilmente della varietà ragno delle Lofoten.

La ricetta è legata alla storia dei commerci veneziani e alla diffusione del merluzzo essiccato nelle zone interne. La Venerabile Confraternita del Bacalà alla Vicentina, nata a Sandrigo nel 1987, ha contribuito a tutelarne la preparazione tradizionale, pur lasciando spazio alle varianti familiari.

Ingredienti e dosi per quattro persone

Per quattro porzioni considero circa 900 g di stoccafisso già ammollato. È una quantità generosa, adatta a un piatto unico con polenta; se lo servi come secondo dopo un primo, puoi ridurla a 650-700 g.

Ingrediente Quantità Indicazione pratica
Stoccafisso secco 350-400 g Da ammollare prima della cottura
Cipolle bianche 250 g Affettate molto sottili
Acciughe o sardine salate 2-3 filetti Per dare profondità senza dominare
Latte intero 250 ml Aiuta a creare la salsa cremosa
Olio extravergine d’oliva 220-250 ml È parte della cottura, non solo un condimento
Farina 25-30 g Per una spolverata leggera
Grana Padano grattugiato 30-40 g Facoltativo secondo la famiglia
Prezzemolo 1 piccolo ciuffo Tritato finemente

Servono inoltre pepe, poco sale e circa 800 g di farina di mais per una polenta da portata. Io non aggiungo altro pesce, vino o pomodoro: sono ingredienti che possono comparire in interpretazioni moderne, ma cambiano il profilo delicato della versione vicentina.

Come scegliere lo stoccafisso

Il pesce deve avere carne chiara, odore pulito e pelle integra. Eviterei pezzi eccessivamente giallastri, molto friabili o con odori pungenti, perché spesso indicano una conservazione non ottimale. Se acquisti il prodotto già ammollato, chiedi da quanto tempo è stato reidratato e usalo rapidamente.

La preparazione lenta che dà morbidezza al pesce

1. Ammollo e pulizia

Avvolgi lo stoccafisso in un panno e battine delicatamente la parte più spessa con un batticarne. Questo passaggio serve a rompere le fibre e facilita la reidratazione. Immergilo in acqua fredda per 48-72 ore, cambiando l’acqua ogni 6-8 ore e tenendolo in frigorifero.

Quando la polpa è morbida, elimina pelle, lische e parti troppo dure senza ridurre il pesce in pezzi piccoli. Asciugalo bene e dividilo in porzioni ampie. Il pesce umido farebbe scivolare la farina e diluirebbe la salsa.

2. Preparazione del condimento

Affetta le cipolle sottilissime e falle appassire con qualche cucchiaio d’olio, senza farle dorare. Unisci le acciughe dissalate e schiacciale con il cucchiaio fino a ottenere un fondo uniforme. A questo punto aggiungi il prezzemolo, lasciandone un po’ per il servizio.

3. Stratificazione

Infarina appena i tranci di stoccafisso e sistemali in una casseruola pesante o in una teglia di terracotta. Alterna pesce e cipolle, completa con il latte, il Grana se lo usi, il pepe e l’olio rimasto. Il liquido dovrebbe arrivare quasi a coprire il pesce, senza sommergerlo del tutto.

Leggi anche: Brodo di pesce fatto in casa, il segreto per un gusto profondo

4. Cottura

Cuoci con il coperchio a fuoco bassissimo per 4-5 ore. Il bollore deve essere appena percettibile: se la salsa sobbolle con forza, il pesce si rompe e il latte rischia di separarsi. Non mescolare con il cucchiaio; muovi invece la casseruola con piccoli movimenti circolari ogni tanto.

La cottura è terminata quando la polpa si divide facilmente con una forchetta e il fondo appare cremoso, lucido e non acquoso. Se prepari il piatto in forno, mantieni circa 160 °C e controlla il livello del liquido dopo tre ore.

Gli errori che fanno perdere consistenza e sapore

Il problema più comune è usare il baccalà sotto sale pensando che sia la stessa cosa. Non lo è: anche se il risultato può essere gradevole, si tratta di un altro ingrediente e di un’altra ricetta. Il secondo errore è abbreviare l’ammollo, lasciando al centro una polpa dura e ancora troppo intensa.

  • Troppo calore: la salsa si restringe rapidamente e il pesce si sfalda.
  • Mescolare spesso: rompe i tranci e trasforma il piatto in una crema irregolare.
  • Poco olio: rende il fondo asciutto e impedisce la corretta emulsione con latte e succhi del pesce.
  • Cipolla bruciata: porta amarezza, difficile da correggere dopo ore di cottura.
  • Sale aggiunto subito: può rendere il piatto eccessivamente sapido, soprattutto con acciughe e Grana.

Se dopo quattro ore la salsa è ancora liquida, prosegui la cottura senza coperchio per 15-20 minuti, sempre a calore minimo. Se invece si è asciugata troppo, aggiungi latte caldo a piccoli cucchiai, mai freddo, per non bloccare la cottura.

Non avere fretta nemmeno al momento del servizio. Lascia riposare il piatto per 15-20 minuti: la salsa si assesta, il pesce diventa più saporito e le porzioni si trasferiscono senza rompersi.

Come servirlo con polenta e vino

La polenta deve essere calda e abbastanza morbida da raccogliere il condimento. Una polenta troppo compatta copre la delicatezza del pesce, mentre una consistenza cremosa accompagna meglio la salsa di latte e olio. Per una tavola conviviale preparo il pesce in una teglia ampia e porto la polenta separatamente.

Il piatto è ricco, quindi sceglierei un vino bianco veneto fresco e non troppo aromatico, come un Garganega secco o un Durello. Eviterei vini molto barricati e rossi strutturati, che accentuano la sapidità e rendono il boccone più pesante.

Per una cena organizzata o una festa, la soluzione più pratica è cuocere il pesce in anticipo e riscaldarlo lentamente. Il giorno dopo spesso è ancora più armonico, ma conservalo in frigorifero entro due ore dalla fine della cottura e consumalo entro 1-2 giorni.

Il dettaglio vicentino da ricordare quando lo porti in tavola

La riuscita non dipende da una lunga lista di ingredienti, ma dall’equilibrio tra stoccafisso ben reidratato, calore dolce e condimento abbondante. Se rispetti questi tre punti, anche una cucina domestica può restituire un piatto profondo, cremoso e adatto a una tavola importante.

La mia regola finale è semplice: prepara la polenta all’ultimo momento, lascia riposare il pesce e servi ogni porzione con il suo fondo. È lì che si trova il vero carattere della cucina vicentina, paziente, generosa e molto più elegante di quanto la semplicità della ricetta lasci immaginare.

Domande frequenti

Nel Vicentino il termine bacalà indica lo stoccafisso, cioè merluzzo essiccato senza sale. Il baccalà salato ha consistenza e sapidità diverse e, anche dopo il dissalamento, non offre lo stesso risultato.

L'ammollo deve durare 48-72 ore in frigorifero, con acqua fredda cambiata ogni 6-8 ore. Quando la polpa è morbida, elimina pelle e lische, poi asciuga bene il pesce prima di infarinarlo.

Cuocilo coperto a fuoco bassissimo per 4-5 ore, evitando il bollore intenso. Non mescolare con il cucchiaio: muovi delicatamente la casseruola con piccoli movimenti circolari. In forno, mantieni circa 160 °C.

Servi il pesce con polenta calda e morbida, ideale per raccogliere la salsa. Come vino sono indicati un Garganega secco o un Durello; evita vini barricati e rossi strutturati.

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Sara Costantini

Sara Costantini

Mi chiamo Sara Costantini e dedico la mia passione alla creazione di contenuti per orangerieeventi.it, spaziando dal mondo delle feste, alla cucina, fino allo stile di vita di successo. Ho maturato ben 8 anni di esperienza nel settore, un percorso che mi ha permesso di affinare la mia capacità di ricercare, confrontare e semplificare informazioni complesse, rendendole accessibili a tutti. Il mio obiettivo è offrire spunti concreti e aggiornati, aiutandovi a organizzare eventi memorabili, a scoprire ricette gustose e a coltivare uno stile di vita appagante. Credo fermamente nell'importanza di fornire contenuti utili, accurati e sempre al passo con le ultime tendenze, per accompagnarvi al meglio nelle vostre scelte.

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